Entroterra siciliano: itinerario tra castelli, arte, ceramica

Dettaglio della scalinata di Caltagirone

Nell’immaginario comune le aree più belle della Sicilia sono quelle lontane dall’entroterra, quelle in cui si sente il rumore del mare. Accanto a queste le più frequentate sono le due più grandi città, Palermo e Catania. Eppure c’è una parte dell’Isola cara a tanti scrittori illustri che merita di essere visitata. Partendo magari da un viaggio dal paesaggio incantevole, sopratutto se goduto in auto. Si tratta dell’entroterra, quella zona compresa tra i Monti Iblei, i Nebrodi e le Madonìe.

Anche nelle zone più sconsolate batte un sole che riempie tutto di sé e trasumana le cose: ciò che altrove sarebbe indifferente, qui è divino. (Sebastiano Aglianò)

L’itinerario di seguito proposto si rivolge un viaggiatore che vuole andare alla ricerca della Sicilia più autentica e più legata alla tradizione. Quella dove il folklore e la modernità si sublimano sotto il sole caldo d’estate e freddo d’inverno. Quelle dove le campagne si colorano di giallo in agosto e di verde ottobre. Una passeggiata attraverso dominazioni straniere che corrono lungo secoli di storia e beni culturali. Di seguito ecco la lista delle 5 imperdibili tappe della Sicilia orientale.

La lista

  1. Villa Romana del Casale, Piazza 

    A soli 4 chilometri dal centro cittadino, la villa è patrimonio Unesco da dieci anni e ogni anno è visitata da non meno di 150mila turisti. La struttura, detta villa, è più simile a un palazzo imperiale urbano con tanto di basilica e complesso termale. Risalente al IV secolo, è nota soprattutto per i raffinati mosaici. Da non perdere Le fanciulle in bikini, Il corridoio della Grande Caccia e Il Vestibolo di Polifemo. (Per orari e costi una clicca qui)

  2. ‘U Cannuni, Mazzarino

    Non si sa quando sia stata realizzato e nemmeno da chi ma il Castelvecchio di Mazzarino è una struttura imponente dell’entroterra siculo. Si erge su una piccola collina e domina l’intero paesaggio circostante. Abbandonato dalle istituzioni, lo si può visitare liberamente senza acquistare alcun biglietto. La sua particolarità è quell’unica torre frontale al paese che sfida il cielo come un cannone.
  3. Castello Manfredonico, Mussomeli

    Su una rupe a 2 chilometri dal centro, è una delle più antiche tracce lasciate dagli Svevi nell’Isola. Al suo interno spiccano la Cappella e la Sala del Trono, entrambe caratterizzate da numerosi richiami allo stile gotico. Alla fortezza vengono collegate diverse leggende. Si tratta di apparizioni di fantasmi a donne murate vive e poi trovate morte. Pare che nel castello, inoltre, si fosse rifugiato Don Cesare Lanza dopo aver ucciso la figlia, la Baronessa di Carini. (Per orari e costi clicca qui)

  4. Scalinata di Santa Maria del Monte, Caltagirone

    Costruita nel ‘600 per collegare la parte vecchia della città a quella nuova, ha 142 gradini decorati a sbalzo per una lunghezza totale di 130 metri. Le decorazioni, poste sulle alzate degli scalini, sono in mattonelle di ceramica a maiolica di Caltagirone. Le maioliche riprendono motivi tipici della tradizione siciliana. La suggestione che provoca la Scalinata si arricchisce il 24 e il 25 luglio di ogni anno quando viene illuminata con quattromila lucerne. E il 14 e il 15 agosto di ogni anno, quando viene “infiorata”.

  5. Aron haQodesh di Agira

    Il Comune di Agira si trova nell’entroterra ennese e custodisce il più antico Aron haQodesh (Arca Santa) d’Europa, ovvero l’Armadio Sacro ebraico. Il prezioso bene, all’inizio scambiato per un portale, si trova nella chiesa del Santissimo Salvatore. Solo 11 anni fa è stata decifrata l’iscrizione Casa di Giacobbe, “venite camminiamo alla luce”.

Suggerimenti

Lungo il percorso dell’entroterra, tortuoso con i mezzi pubblici, gli amanti della fotografia potranno collezionare scatti di contadini sui campi, campagne conquistate da balle di fieno, ritratti di conversanti siciliani e altre amenità. Senza dimenticare di soffermarsi nei laboratori di ceramica artigianale calatina e in quelli della più nota pasticceria dell’Isola. Per poi raggiungere le vette dell’arte romana nella Villa del Casale e i pendii delle fortificazioni normanne.

Il consiglio è quello di perdersi, quando è possibile, dai sentieri principali, quelli maggiormente battuti dai turisti, soprattutto a Caltagirone. Così da scoprire, tra le viuzze che si innestano nei centri storici di ciascuna delle città indicati, la particolarità della Sicilia, uguale eppure diversa non solo con le altre regioni ma anche con se stessa. Perché il diavolo, si sa, sta nei dettagli.

PoliRecords

PoliRecords, per gli amici Poli, nasce tra un disco degli Smiths e un canto dell'Odissea, mentre l'Etna sbuffa lava sull'uno e sull'altro. Da sempre in transito tra la mitologia, la fotografia e la musica (quella giusta!), appena può punta il suo unico grande occhio verso i molteplici posti del mondo, con l'obiettivo di metterne qualcuno in tasca e portarselo a casa. Cresciuto tra i Faraglioni di Aci Trezza e i rifugi vulcanici, si considera un nomade alla ricerca di Nessuno. Determinato a mettere piede in ogni continente pur di trovarlo, ti racconterà la Sicilia, guidandoti a viverla nel modo migliore.

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