A spasso nel Medioevo del Catanese: i 10 castelli da visitare

Particolare

Nel Medioevo catanese c’erano guerrieri valorosi, armature scintillanti, destrieri bardati al galoppo e principesse dalle lunghe trecce intrappolate nelle torri. E ancora, cavalieri crociati, assedi al fossato e soldati saraceni in ritirata. Sembra la trama de l’Orlando Furioso di Ludovico Ariosto e, invece, è il contesto di cui le leggende condiscono il Medioevo siciliano. Un’epoca lontana eppure ancora viva. Soprattutto nei numerosi castelli che i cosiddetti Secoli bui hanno lasciato in eredità al territorio ai piedi dell’Etna. Strutture in buona parte diventate musei civici da visitare per tentare un lungo e affascinante salto indietro nel tempo.

Luoghi strategici nel Medioevo Catanese

castelli del Catanese hanno molti tratti in comune tra loro. Dalla posizione in cui sorgono e alle loro principali caratteristiche. Risalgono perlopiù all’epoca normanna e sveva, sono stati costruiti in luoghi strategici alle falde dell’Etna e del fiume Simeto, ed erano abitati da famiglie reali, cortigiani e cavalieri. La visita di queste impronte lasciate dal Medioevo in Sicilia rappresenta per i visitatori un viaggio alternativo. Volto alla scoperta di un passato siculo spesso sacrificato per raccontare altre storie. Un motivo in più per perdersi dai sentieri principali e andare alla scoperta di almeno dieci dei più bei incastellamenti etnei. E se non conosci modi e orari per visitarli, clicca sul titolo di ciascun bene e troverai le informazioni che cerchi.

Castelli da visitare


Castello Normanno di Aci Castello

A strapiombo sul mare, godeva di una posizione che lo rese inespugnabile fino all’avvento delle armi da fuoco. Nella sua corte convivevano Normanni, Svevi, Arabi ed Ebrei che comunicavo tra loro solo nelle lingue più colte: greco e latino, franco-normanno e arabo. Espugnato nel ‘300, oggi ospita un piccolo museo civico.

Castello di Calatabiano

A 220 metri d’altezza su una collina che sorride all’Etna e strizza l’occhio al fiume Alcantara, si erge la fortificazione di origine bizantina poi preda prima dagli Arabi e in seguito da Normanni. Tra una dominazione l’altra, il castello ha visto scorrere circa 2300 anni di storia ma non è stanco e ha tanto da dire.

Castello di Nelson, Bronte

Al confine tra Bronte e Maniace, nella terra della Ducea dell’ammiraglio Nelson, sorge il complesso del XII secolo che si presenta come un’abbazia benedettina con una chiesa, un parco all’inglese e, ovviamente, un castello. Fortificazione di cui, purtroppo, restano solo due torrette ma di grande pregio.

Castello Normanno di Paternò

Su una collina di roccia lavica a 600 metri sul livello del mare, si erge l’incastellamento medievale dell’omonima cittadina. Posto a difesa della Valle del Simeto, nacque nel 1072 per volere del conte normanno Ruggero. Secondo alcune fonti, ospitò alcuni contingenti di Cavalieri Templari prima della partenza per Gerusalemme.

Dongione di Motta Sant’Anastasia

Il castello è alto venti metri ed è stato realizzato in quello che, intorno all’anno 1000, viene definito il castrum Sancte Anastasiae. Normanno, nel 1250 diventa possedimento di Federico II di Svevia. È uno dei tre Dongioni, insieme a quello di Paternò e di Adrano, posto a difesa del Simeto.

Castello degli Schiavi, Fiumefreddo di Sicilia

Costruito nel ‘700 da un medico palermitano, pochi anni dopo fu preda di pirati e successivamente liberato da un gruppo di giovani armati che, guardando il mare, avevano scorto le tristi galere. Si narra che, una volta salvi, i proprietari aggiunsero alla struttura due teste di moro intente a scrutare il mare in eterno segno di difesa.

Castello di Adrano

La tradizione ne attribuisce l’edificazione a Ruggero I, il principe normanno che sottrasse Adrano al dominio degli Arabi e morendo lasciò tutto in eredità alla nipote Adelasia. La sua funzione ricalca quella dei castra di Motta Sant’Anastasia e di Paternò. Nel ‘700 il primo piano venne trasformato in un carcere di torture.

Castello di Leucatia, Catania

Noto come Il Castello dei Fantasmi, non ha alle spalle una storia Sveva o Normanna. Si trova nel quartiere di Barriera del Bosco e venne edificato nel 1911 per volontà di un ricco commerciante ebreo che voleva donarlo alla figlia prossima alle nozze la quale, però, sfuggì al marito gettandosi dalla torre più alta del castello.

Castello Ursino, Catania

Dai reperti archeologici d’epoca greca alle pitture dell’Ottocento all’interno di una fortezza voluta da Federico II di Svevia tra il 1239 e il 1250. Il castello, situato nel cuore della Catania storica, nel XVI secolo fu dimora temporanea dei Viceré etnei e oggi è sede di uno dei più attivi musei civici della città, spesso teatro di esposizioni artistiche temporanee.

Castello Svevo, Randazzo

Esisteva già ai tempi di Federico II di Svevia, quando occupava una porzione di terreno maggiore di quella attuale. Fu sede del Giustiziere del Valdemone, divenendo carcere ricco di prigionieri e condannati a morte gettati nel pozzo dei sepolti vivi, lasciati nella camera della tortura o nella galleria dei teschi. Dal 2104 è divenuto proprietà della Regione Sicilia che l’ha trasformato in un museo.

 

PoliRecords

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PoliRecords, per gli amici Poli, nasce tra un disco degli Smiths e un canto dell'Odissea, mentre l'Etna sbuffa lava sull'uno e sull'altro. Da sempre in transito tra la mitologia, la fotografia e la musica (quella giusta!), appena può punta il suo unico grande occhio verso i molteplici posti del mondo, con l'obiettivo di metterne qualcuno in tasca e portarselo a casa. Cresciuto tra i Faraglioni di Aci Trezza e i rifugi vulcanici, si considera un nomade alla ricerca di Nessuno. Determinato a mettere piede in ogni continente pur di trovarlo, ti racconterà la Sicilia, guidandoti a viverla nel modo migliore.

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