Sentieri (Di) vini, alla scoperta di Bacco tra mare e lava

Vini, terrazzamenti, alberi, palmenti, sentieri e tappeti di prato. Alle pendici dell’Etna la natura si fonde con il lavoro dell’uomo per dare vita a uno dei suoi prodotti più invidiati: il vino. Per il ciclope Polifemo è un po’ come l’acqua fresca dopo una mattinata di sole: irrinunciabile. E non solo perché con il dio Bacco, l’inventore del nettare di uva, ha frequentato le migliori feste e bevuto i bicchieri più buoni. E no, nemmeno perché da quando Ulisse gliel’ha portato via insieme a quel gregge di pecore lui c’è rimasto così male da diventare astemio per un giorno.

Al ciclope il vino ricorda i banchetti che Giove organizzava in un attico sull’Olimpo ogni volta che sua moglie andava a farsi una vacanza: epici! Per queste e per molte altre ragioni, il gigante ha deciso che se non avete mai assaggiato il vino dell’Etna è giunto per voi il momento di provare quest’esperienza. Come e perché è presto detto. I sentieri vitivinicoli etnei sono prodigiosi, così come il paesaggio che li ospita.

Le piante di uva, nei secoli, sono riuscite a farsi strada tra terreni apparentemente inospitali perché conquistati dalla lava dell’Etna e da quella resi rocciosi. Eppure, così come la ginestra, anche la vite ha trovato il suo posto nell’universo del vulcano attivo più alto d’Europa: tra il mare e la lava, tra la spiaggia dorata e la rena nera, tra le betulle e le ginestre.

Quali sono i vini tipici dell’Etna?

Da quanto se l’è fatto spiegare dall’amico Apollo – è lui il più secchione della comitiva olimpica – Polifemo sa che il vino dell’Etna si presenta in tre varietà: c’è il Nerello mascalese (rosso), il Nerello mantellato (rosso) e il Carricante (bianco). Non cercate bollicine perché nei vini etnei non ce ne sono. Per quello vi dovrete spostare al Nord.

Le viti, da quelle parti, non solo crescono rigogliose ma vengono anche lavorate dalle abili mani degli artigiani del vino. Motivo per cui, dopo avere gustato il vino dell’Etna vorrete senz’altro vedere le cantine che lo conservano, lo vendono e in alcuni casi lo distribuiscono proprio in quel Nord delle bollicine.

Quali sono i sentieri dei vini dell’Etna?

I sentieri dell’uva dell’Etna vi porteranno tra chiese e castelli, muretti a secco e strane misteriose costruzioni piramidali. Tutto lungo Acireale, Riposto, Calatabiano, Piedimonte, Linguaglossa, Castiglione di Sicilia, Randazzo, Ragalna, Belpasso, Motta Sant’Anastasia. E ancora, Pedara, Nicolosi, Zafferana Etnea, Trecastagni, Viagrande, Santa Venerina, Sant’Alfio e Giarre.

Se vi trovate a passare da queste parti a maggio o a novembre troverete diverse aziende aperte. Felici, tra l’altro, di farvi degustare formaggi tipici, salumi della zona e, ovviamente, calici di vino. Uno sguardo poco più in là e vedrete l’Etna, maestosa più che mai, brindare insieme a voi. Il 27 e 28 maggio, per Cantine aperte 2018, potrete visitare nella provincia di Catania Cantine Nicosia e Feudo di Mezzo-Contrada Sciara Nuova. Per maggiori informazioni su come prenotare, clicca qui.

PoliRecords

PoliRecords

PoliRecords, per gli amici Poli, nasce tra un disco degli Smiths e un canto dell'Odissea, mentre l'Etna sbuffa lava sull'uno e sull'altro. Da sempre in transito tra la mitologia, la fotografia e la musica (quella giusta!), appena può punta il suo unico grande occhio verso i molteplici posti del mondo, con l'obiettivo di metterne qualcuno in tasca e portarselo a casa. Cresciuto tra i Faraglioni di Aci Trezza e i rifugi vulcanici, si considera un nomade alla ricerca di Nessuno. Determinato a mettere piede in ogni continente pur di trovarlo, ti racconterà la Sicilia, guidandoti a viverla nel modo migliore.

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2 Comments

  1. Bablofil

    Thanks, great article.

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