Alla scoperta delle forre laviche del Simeto

Polifemo, figlio di Nettuno, non amava molto la compagnia dei fratelli ciclopi, degli animali selvatici e degli esseri umani. Così, quando poteva, si allontanava dai sentieri più battuti e andava alla ricerca di luoghi accuratamente nascosti. Una volta, durante una delle sue gite solitarie non molto lontano dall’Etna, cadde in dirupo. E solo dopo essersi leccato due ferite, si accorse di trovarsi nel bel mezzo di un canyon di pietra lavica. Dentro al quale scorrevano le gelide acque di un fiume che veniva da lontano ma che si trova ancora lì, insieme al canyon e a piccoli ponti in un complesso naturalistico oggi noto come le Forre laviche.

Le Forre laviche impreziosiscono il fiume Simeto da Adrano a Centuripe, realizzando una sorta di ponte tra le province di Catania e Messina, e sono il risultato dell’incontro tra le rocce vulcaniche dell’Etna e il corso d’acqua catanese. Si tratte di gole di media profondità in cui si riversa un panorama circostante fatto di ulivi, carrubbi, oleandri e gusci d’ambra. Dove, di tanto in tanto, se si è molto fortunati, si può assistere al passaggio di volpi, lepri e falchi pellegrini. Non certo di greggi di pecore che, per via delle frequenti passeggiate di Polifemo, hanno deciso di muoversi verso altri itinerari ormai da millenni.

Il territorio in cui ricadono le Forre laviche nella Sicilia orientale, anche se non in maniera fitta e continua, è dunque molto ampio e in alcuni incroci particolarmente caratteristico. Motivo per cui il ciclope vi consiglia di non perdervi la visita di certi snodi. Tra questi non possono mancare il Ponte dei Saraceni, le Case di Serravalle e il Balzo della Cantèra. Localizzati, rispettivamente, ad Adrano, non lontano da Bronte e, infine, esattamente nella città capitale del pistacchio.

Ponte dei Saraceni

Il ponte (ecco la mappa) resiste splendidamente da millenni alle sollecitazioni delle acque del fiume Simeto. Per godere al meglio della sua vista vi invitiamo a dirigervi verso contrada Salto del Pecoraio (fatevela indicare alla vecchia maniera da qualche passante), nel territorio di Adrano e, una volta giunti a destinazione, lasciarvi guidare dal sentiero tracciato dal ponte. L’area, secondo alcuni studi, sarebbe stata abitata già nel Neolitico e poi ancora frequentata durante la dominazione greca. Mentre, in età romana, sarebbe diventata un’importante via per il trasporto del frumento. Dove, vista l’importanza, a un certo punto i Romani avrebbero costruito il ponte che ancora potete attraversare. E, al di sotto del quale, ammirare una porzione delle Forre laviche.

Case di Serravalle

Nei pressi della vecchia strada che collegava la provincia di Catania a quella di Messina (passando vicino Bronte) si trova il complesso di Serravalle. Esso è costituito da un ponte che si erge sulle Forre laviche e da un antico baglio siciliano noto come, appunto, le case di Serravalle. Che, potete facilmente raggiungere, inserendo come destinazione “Ponte di Serravalle” nel navigatore. Il ponte è stato costruito dai Normanni durante la dominazione del conte Ruggero in onore della madre e presenta delle arcate realizzate con rocce basaltiche. I cui colori assumono particolari effetti alla luce del sole. A pochi passi dal ponte, trovate il baglio che offre squarci di vita passata e panorami bucolici.

Balzo della Cantèra

Il sito si trova in pieno territorio di Bronte, nell’omonima contrada della Cantera e ha la peculiarità di offrire una vista delle Forre laviche da uno strapiombo di oltre 50 metri d’altezza. Le pareti delle gole, in questo caso, risalgono con buona certezza dei geologi all’eruzione del 1603 e sono ricoperte, soprattutto nella stagione primaverile, da una vegetazione tipica della cosiddetta macchia mediterranea. Mentre le acque del canyon nascono dall’incontro tra il fiume Simeto e uno dei suoi principali affluenti, il Troina. Da quelle parti, inoltre, non è inusuale che si aggirino animali selvatici come volpi, lepri, conigli oltre a rapaci particolarmente amanti degli agrumeti.

PoliRecords

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PoliRecords, per gli amici Poli, nasce tra un disco degli Smiths e un canto dell'Odissea, mentre l'Etna sbuffa lava sull'uno e sull'altro. Da sempre in transito tra la mitologia, la fotografia e la musica (quella giusta!), appena può punta il suo unico grande occhio verso i molteplici posti del mondo, con l'obiettivo di metterne qualcuno in tasca e portarselo a casa. Cresciuto tra i Faraglioni di Aci Trezza e i rifugi vulcanici, si considera un nomade alla ricerca di Nessuno. Determinato a mettere piede in ogni continente pur di trovarlo, ti racconterà la Sicilia, guidandoti a viverla nel modo migliore.

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