Siracusa: il parco archeologico della Neapolis

Siracusa, e in particolare l’Isola di Ortigia, è una delle mete siciliane con la maggiore presenza di turisti. I quali ne apprezzano – racconti alla mano – i colori, la storia, la dinamicità, l’atmosfera e l’opportunità di passare, nell’arco di una sola giornata, dalle acque cristalline del Plemmirio al Barocco della Cattedrale, da un Caravaggio a un Teatro Greco del IV secolo a.C. Sarà quindi un caso se, all’epoca del tiranno Dioniso I, Siracusa veniva definita la città più magnificente della Magna Grecia?

Il ciclope Polifemo che ormai ha preso da tempo rifugio sulla Riviera dei Ciclopi, nonostante i tanti anni, ricorda ancora quando certe manovalanze greche cominciarono a lavorare nel quartiere della Neapolis. Era il 405 a.C. e il tiranno Dioniso I voleva trasformare l’area in una zona monumentale classica, ricca di grandi opere pubbliche. Chissà cosa avrebbe provato a vedere l’imponente teatro affiancato da un altro romano – e quindi barbaro – qualche secolo dopo!

Oggi, le principali testimonianze greche e romane sono all’interno del Parco Archeologico della Neapolis, un’area di 35 ettari che conserva il Teatro Greco, l’Ara di Ierone II, le Latomie, l’Anfiteatro Romano e l’Orecchio di Dioniso. Ai tempi di quest’ultimo, Siracusa era addirittura più grande di Atene e di Corinto ed era uscita vittoriosa dagli scontro contro i Cartaginesi e contro i romani (i quali, però, la conquisteranno nel 211 a.C.). E, oggi, non ci resta che camminare tra i resti del glorioso passato che fu e immaginare quanto greci stessi, romani e punici invidiassero la bianchissima Siracusa.

Teatro Greco di Siracusa

Si tratta del monumento più famoso e più sfruttato dell’intero Parco anche grazie alle rappresentazioni classiche che, ogni anno in primavera, ospita. La sua storia, però, inizia già in età arcaica: sulla terrazza che domina il teatro è stato scoperto il basamento di un tempio databile alla fine del IV secolo a.C. Un dato che confermerebbe come la grande opera pubblica, in epoca greca, sarebbe stato luogo non solo di spettacoli ma anche di cerimonie religiose, processi pubblici e riunioni civili. In epoca romana venne sfruttato per lo più per spettacoli circensi e, completamente dimenticato nel Medioevo, venne letteralmente spogliato nei secoli successivi. Tant’è che oggi rimane soltanto la sua gigantesca impronta sulla collina della Temenide.

Ara di Ierone II

Databile al III secolo a.C., oggi è soltanto una base gradinata, all’ingresso del Parco, di cui poco si comprende. Si tratta di un’enorme altare di sacrifici costruito in onore di Zeus Liberatore dove, in occasione di partecipatissime festività religiose di 2500 anni fa a lui dedicate, venivano sacrificati 450 tori per volta. Dato che spiegherebbe le gigantesche dimensioni dell’altare. (Per avere un’idea di come apparisse 500 anni prima di Cristo, clicca qui)

Le Latomie del Paradiso

A Siracusa, soprattutto nell’area della Neapolis, ci sono diverse latomie (ovvero cave da cui si estraeva la finissima pietra calcarea) ma le più famose sono senz’altro quelle del Paradiso. Che si trovano alle spalle dell’Orecchio di Dioniso, circondate da una ricca vegetazione. Dall’estrazione della pietra calcarea, si formavano spesso grotte artificiali utilizzate in passato come prigioni; tra queste è possibile soffermarsi, oltre che all’Orecchio di Dioniso, anche presso la Grotta dei Cordari e la Grotta del Salnitro.

Orecchio di Dioniso

Come accennato, è una grotta artificiale conosciuta in tutto mondo per la leggenda che la circonda. Chiamata Orecchio per la forma simile a un padiglione auricolare – del quale conserva particolari proprietà acustiche -, deve il nome al pittore Caravaggio che ne alimentò la leggenda cinquecentesca secondo cui il tiranno Dioniso l’avesse fatta costruire per imprigionarvi i nemici ed ascoltare dall’alto, grazie all’eco, i loro discorsi.

Anfiteatro Romano

L’opera, forse iniziata addirittura durante il regno dell’imperatore Nerone, è il più grande anfiteatro romano della Sicilia (più di quello nero di Catania), di poco inferiore all’Arena di Verona, purtroppo, oggi ricoperto di vegetazione e senz’altro poco curato. L’edificio, un vero e proprio monumento con tanto di sottopassaggi e archi, ospitava principalmente combattimenti fra gladiatori e animali. Attorno all’area recintata dell’Anfiteatro, è possibile notare resti di sarcofagi – lì trasportati da una necropoli – e di abitazioni ellenistiche.

Informazioni utili:

Indirizzo: Via Del Teatro Greco, Siracusa

Prezzo biglietto: 10 euro intero, 5 euro ridotto

Orari:

Settembre
da Lunedì a Domenica
dalle 8.30 alle 18.00

Ottobre
da Lunedì a Domenica
dalle 8.30 alle 17.30

Novembre
da Lunedì a Domenica
dalle 8.30 alle 15.30

Dicembre – Febbraio
da Lunedì a Domenica
dalle 8.30 alle 16.00

Marzo
da Lunedì a Domenica
dalle 8.30 alle 18.00

Aprile – Agosto
da Lunedì a Domenica
dalle 8.30 alle 19.00

PoliRecords

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PoliRecords, per gli amici Poli, nasce tra un disco degli Smiths e un canto dell'Odissea, mentre l'Etna sbuffa lava sull'uno e sull'altro. Da sempre in transito tra la mitologia, la fotografia e la musica (quella giusta!), appena può punta il suo unico grande occhio verso i molteplici posti del mondo, con l'obiettivo di metterne qualcuno in tasca e portarselo a casa. Cresciuto tra i Faraglioni di Aci Trezza e i rifugi vulcanici, si considera un nomade alla ricerca di Nessuno. Determinato a mettere piede in ogni continente pur di trovarlo, ti racconterà la Sicilia, guidandoti a viverla nel modo migliore.

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