Le 10 esperienze da fare nella Sicilia orientale

La Sicilia ha la pelle ruspante di chi si abbronza sotto un Sole favorevole anche d’inverno. Una particolare declinazione di fascino che attrae continuamente molti viaggiatori. Contenti di consumare le suole delle loro scarpe per correre incontro a spettacolari tramonti, lungo i fianchi di antiche rovine greche. Il fascino dell’Isola cara ai poeti risiede non solo nei suoi tratti somatici ma anche in tutte le particolari esperienze che si possono fare sotto la luce dei suoi colori.

Amante del Sole, dell’estate e dell’inverno, del viaggio e degli scambi linguistici, il nostro amico ciclope Poli ha barattato il suo miglior gregge per i calzari alati del cugino Ermes. Contento di consumarli insieme a voi per suggerirvi le dieci migliori esperienze che potete fare solo nella Sicilia orientale. All’insegna dell’unica, dell’irripetibile, dell’esplorata e dell’inesplorata proprietà specifica dell’Isola: la bellezza. Perché?

Perché la Sicilia ha avuto la sorte ritrovarsi a far da cerniera nei secoli fra la grande cultura occidentale e le tentazioni del deserto e del sole, tra la ragione e la magia, le temperie del sentimento e le canicole della passione.
Gesualdo Bufalino

Ecco le 10 esperienze che puoi fare solo nella Sicilia Orientale: 

1. Scalare il vulcano attivo più alto d’Europa

Per celebrare i 3329 metri di quota dell’Etna, insieme al vostro arrivo in Sicilia, regalatevi il trekking lungo il vulcano attivo più alto della placca Euro-asiatica. Cantata dai poeti e studiata dagli scienziati di tutto il mondo, l’Etna è il centro di frequenti eruzioni laviche che ne modificano di continuo il paesaggio. Ragione per cui, per legge, non è possibile raggiungere i Crateri sommitali senza essere accompagnati da una guida alpina. Di cui vi consigliamo di dotarvi per non perdervi il meraviglioso paesaggio basaltico e per andare alla ricerca delle ginestre di Leopardi.

2. Bagnarsi d’estate nell’acqua gelida del fiume Alcantara

L’Alcantara è un fiume che nasce a 1400 metri di quota sui monti Nebrodi e scende sino al al mare Ionio, dove ha la sua foce. Il corso del fiume è stato spesso spostato dalle eruzioni dell’Etna cui ha assistito dall’età preistorica sino a epoche più moderne. Fenomeno che ha generato, incontrandosi con il letto del fiume, le famose Gole dell’Alcantara, ogni anno meta di centinaia di viaggiatori. Che sfidano le sue acque molto fredde (temperatura di 9 gradi centigradi) anche d’estate per godere un panorama di caverne, rocce vulcaniche e canyon naturali.

3. Sbarcare in un’isola dentro l’isola

C’è un luogo, nella Sicilia orientale, dove un’isola abita dentro un’altra isola. Questo luogo è Ortigia, l’isolotto che costituisce la parte finale e più antica di Siracusa, quella dove il tiranno Ierone trasferì la capitale del suo regno e vinse l’Olimpiade greca nella corsa dei carri. Cuore pulsante aretuseo fin dall’Età del Bronzo, Ortigia ancora oggi è l’area siracusana che attrae più visitatori, grazie alla rimodulazione del suo centro storico in chiave turistica. Una zona che consigliamo di visitare senza però rinunciare ai vicoli meno noti.

4. Assistere alle rappresentazioni classiche in un teatro greco

Al Teatro Greco di Siracusa, all’interno del Parco Archeologico della Neapolis, ormai da 100 anni l’Istituto Nazionale del Dramma Antico organizza una festa senza tempo. Si tratta del ciclo di rappresentazioni classiche, quelle dei tragediografi Eschilo, Sofocle ed Euripide e del commediografo Aristofane. Gli spettacoli, nella suggestiva cornice di un teatro greco del V secolo a.C., si svolgono come da tradizione al tramonto, in primavera e in estate, senza che gli attori si servano di microfoni e strumenti di amplificazione del suono. Quest’anno, a partire dal 10 maggio, verranno rappresentate l’Eracle, l’Edipo a Colono e i I Cavalieri (clicca qui per il calendario 2018).

5. Viaggiare nel tempo, dal Paleolitico al Medioevo

Nella Sicilia orientale, bottino insieme al resto dell’isola di popoli predatori e corsari, è possibile attraversare nell’arco di poche centinaia di chilometri resti dell’Età del Bronzo e testimonianze medievali. Nel primo caso vi consigliamo di seguire le rotte della necropoli di Pantalica (per maggiori informazioni clicca qui) e di quella di Castelluccio, per muovervi quindi verso le principali testimonianze del Medioevo. Rappresentate queste ultime da meravigliosi castelli come quello di Normanno di Acicastello, giusto per fare un esempio molto vicino alla casa di Poli. (Per maggiori informazioni sui castelli medievali clicca qui).

6. Fare un giro in Vespa attorno al Barocco catanese

Il Barocco siciliano ha raggiunto il suo massimo splendore nelle città raccolte nella cosiddetta Val di Noto, patrimonio Unesco. Nella lista rientrano Modica, Ragusa Ibla, Caltagirone, Noto, Scicli, Palazzolo Acreide, Militello in Val di Catania e Catania. Proprio in quest’ultima città – capoluogo della provincia etnea – vi consigliamo di visitare il centro storico a bordo di una Vespa anni ’50, simbolo di un’Italia trascorsa. Per avere maggiori su dove trovare una Vespa potete chiedere al vostro ciclope amico.

7. Confidare i vostri segreti all’Orecchio di Dioniso

L’Orecchio di Dioniso è una grotta artificiale che si trova sotto il Teatro Greco di Siracusa, una volta adibito a cava per estrazione della pietra. La cavità ha un andamento a S grazie a cui amplifica i suoni dall’interno all’esterno. Secondo la leggenda, fu il tiranno Dioniso a far realizzare la grotta dove rinchiudeva i prigionieri di cui voleva ascoltare i discorsi, appostandosi di nascosto in una piccola cavità superiore. Un sito che, stando alle fonti, era una tappa obbligata per tutti i viaggiatori del Grand tour dell’800 e di cui potete scoprire il fascino in prima persona.

8. Guardare uno spettacolo dove gli attori sono dei pupazzi

I pupazzi in questione sono i Pupi siciliani, marionette la cui nascita affonda le radici nell’artigianato palermitano e catanese dell’Ottocento, protagonisti di un vero e proprio teatro. La tematica del teatro dei Pupi siciliani segue le trame dell’Orlando Furioso di Ludovico Ariosto e delle storie carolinge, e ancora oggi raccoglie un fornito pubblico, non solo di bambini. Riccamente decorati, i Pupi siciliani hanno una struttura in legno e un’armatura in acciaio tipica dei paladini della Chanson de Roland.

9. Visitare un borgo fantasma abbandonato da 200 anni

Per seguire questo suggerimento di Poli, dovrete spingervi fino a Vizzini (Comune della provincia di Catania) e portare con voi una copia di Cavalleria Rusticana di Giovanni Verga. In contrada Masera, poco fuori dall’abitato, troverete ‘A Cunziria, un borgo abbandonato agli inizi del ‘900 e mai più ripopolatosi. Tra colline e fichi d’India, la popolazione era dedita alla conciatura del cuoio e lo scrittore verista ne trasse ispirazione per la sua novella. Oggi il borgo è completamente disabitato. E tutto si è fermato agli inizi del ‘900, un ambiente perfetto per gli amanti dell’archeologia industriale.

10. Sciare, guardando il mare

L’emozione di trovarsi a bordo di un paio di sci sul vulcano attivo più alto d’Europa guardando il mar Mediterraneo. Sull’Etna gli scenari cambiano in fretta da una stagione all’altra ma l’opportunità di un paesaggio scuro come il vulcano, completamente imbiancato, vi suggeriamo di non lasciarvela scappare. Soprattutto se siete amanti delle piste da sci. (Clicca qui per maggiori informazioni).

PoliRecords

PoliRecords

PoliRecords, per gli amici Poli, nasce tra un disco degli Smiths e un canto dell'Odissea, mentre l'Etna sbuffa lava sull'uno e sull'altro. Da sempre in transito tra la mitologia, la fotografia e la musica (quella giusta!), appena può punta il suo unico grande occhio verso i molteplici posti del mondo, con l'obiettivo di metterne qualcuno in tasca e portarselo a casa. Cresciuto tra i Faraglioni di Aci Trezza e i rifugi vulcanici, si considera un nomade alla ricerca di Nessuno. Determinato a mettere piede in ogni continente pur di trovarlo, ti racconterà la Sicilia, guidandoti a viverla nel modo migliore.

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