Gita sull’Etna, ovvero storia di uno sbarco sulla Luna

Etna ovvero paesaggi desolati, terre brune, fumarole e crateri. Sono questi i segni particolari che accomunano due entità molto lontane tra loro: il vulcano siciliano e la Luna. Tuttavia, l’accostamento della Montagna al satellite naturale della Terra non è mai stato così attuale.

La Gazzetta del Ciclope – che ha sede in una località lavica misteriosa – ha dato una notizia che in poco tempo è arrivata anche ai giornali umani. In questi giorni, sull’Etna, è possibile imbattersi in piccoli oggetti a quattro ruote, gli stessi che ricordano i robot spediti dai terrestri proprio su Marte e sulla Luna.

 

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Da alcune fonti mitologiche, Polifemo ha saputo che «l’Aerospace Centre tedesco ha scelto le pendici dell’Etna per approfondire la ricerca sull’Esplorazione robotica in ambienti estremi, per un futuro atterraggio sulla Luna o su Marte». Considerate queste e molte altre cose, il gigante con un occhio solo che sull’Etna ha abitato per secoli, ha deciso che una gita a casa sua dovete proprio farla. Perché?

Cinque buone ragioni per una gita sull’Etna

  1. La pressione è quella giusta per cui non rischiate che vi vada in ebollizione il sangue. A meno che non decidete di fare bungee jumping nei crateri sommitali;
  2. non dovrete sottoporvi ad allenamenti estremi per calpestare le terre laviche. Sempre che non preferite fare una scalata da zero a 2800 mt a piedi;
  3. non ci vogliono mesi di viaggio per arrivare a destinazione. A meno che non fate un on the road by feet partendo dalla Russia;
  4. la nausea spaziale, simile al mal di mare, è solo per i deboli di cuore;
  5. potete portarvi un panino e mangiarlo senza masticare a testa in giù (ma non disdegnate di provare i cibi sloow food etnei).

Come raggiungere la Montagna da Acitrezza

Adesso che vi trovate in Sicilia e siete equipaggiati come si deve, il ciclope Polifemo vi indirizzerà verso il versante Sud dell’Etna, partendo da Acitrezza, località dove ha preso in affitto per circa molto tempo un simpatico appartamento su uno scoglio (clicca per il percorso su Google Maps).

Dovrete guidare meno di un’ora in direzione Nicolosi e superare brillantemente una buona quantità di tornanti che vi porteranno dritti al Rifugio Sapienza. Lì potrete salire sul vostro personalissimo Apollo 11. La navicella, in realtà, è un impianto di salita/discesa della Funivia dell’Etna che percorre circa 600 metri d’altezza.

Arrivati alla fine del percorso dell’Apollo 11, avete due opzioni: proseguire a piedi fino ai crateri sommitali oppure salire a bordo di un autobus 4×4 insieme a una guida alpina. Il mezzo si fermerà a quota 2750 metri e l’esperto vi condurrà a piedi, tra sciare laviche e ginestre invincibile, sulla Luna, ovvero alle zone crateriche autorizzate. La vista del mare da lassù è mozzafiato così come la rarità del silenzio di uno dei vulcani più vivaci del mondo.

Accorgimenti

Detto questo, Polifemo, che è un ciclope molto preciso, ci tiene a darvi qualche informazione in più sulla vostra futura gita e su come prepararvi a un allunaggio pacifico. Sbarcare sull’Etna necessita di alcuni accorgimenti e di fissare bene in testa il seguente concetto: state per compiere la missione (più) spaziale made in Sicilia. Per quanto riguarda i consigli pratici, invece, eccone un tot quanto basta: vi conviene indossare scarpe comode (da ginnastica, meglio ancora se da trekking), così come comodo e sportivo deve essere l’abbigliamento.

Come equipaggiarsi per la scalata

Inoltre, non può mancare nel vostro zaino (dove ci sarà sempre una bottiglia d’acqua) una felpa, anche se compirete la vostra missione in piena estate. Le temperature, a quota 2800 mt, sono fresche e, al vostro posto, il ciclope non rischierebbe di perdere tempo a sentire freddo. Se, invece, il vostro allunaggio è previsto per la stagione autunnale o invernale, aggiungete sciarpe, guanti, berretti e giubbotti pesanti. A ogni modo non disperate. Se siete amanti del viaggio leggero, appena arrivati in cima alla funivia dell’Etna troverete un apposito spazio in cui potrete noleggiare di tutto, dalle giacche a vento alle scarpe da trekking.

PoliRecords

PoliRecords

PoliRecords, per gli amici Poli, nasce tra un disco degli Smiths e un canto dell'Odissea, mentre l'Etna sbuffa lava sull'uno e sull'altro. Da sempre in transito tra la mitologia, la fotografia e la musica (quella giusta!), appena può punta il suo unico grande occhio verso i molteplici posti del mondo, con l'obiettivo di metterne qualcuno in tasca e portarselo a casa. Cresciuto tra i Faraglioni di Aci Trezza e i rifugi vulcanici, si considera un nomade alla ricerca di Nessuno. Determinato a mettere piede in ogni continente pur di trovarlo, ti racconterà la Sicilia, guidandoti a viverla nel modo migliore.

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