Valle dell’Etna: alla ricerca dei cibi slow food

Valle dell'Etna, scatto mele slow food

Nelle Terre di tanto in tanto bagnate dalla lava nella Valle dell’Etna o a essa vicini crescono vigorosi pistacchi verdissimi, mele minuscole e cavoli violacei. Nel frattempo, mandrie di bovini pascolano indisturbate piccoli maiali neri tentano di sfuggire alla caccia.

Sembrerebbero soltanto ortaggi e animali inseriti in un normale ciclo biologico, una cosa che in fondo si trova dappertutto, eppure ci troviamo dinanzi ai 5 presìdi Slow food dell’area etnea. Prelibatezze gelosamente custodite nel Mediterraneo, ai piedi del vulcano attivo più alto d’Europa, tra valli profonde e fiumi corti.

Cos’è un presidio slow food

Il presìdio slow food è essenzialmente un marchio fondato da un’associazione – la Slow Food Onlus – che si occupa di andare in giro per il mondo e stilare la lista dei cibi genuini e specifici di una certa zona. Dopo arricchisce l’elenco inserendo i ristoranti dove quei prodotti vengono trasformati in pietanze preparate con cura e secondo tradizione.

Quali sono i cibi slow food etnei

Per quanto riguarda l’area etnea, ad aggiudicarsi la lumaca simbolo della filiera Slow food sono stati, negli anni scorsi, i seguenti cinque prodotti: le antiche mele dell’Etna, il pistacchio verde di Bronte, il cavolo trunzo di Aci, la provola dei Nebrodi e  il suino nero. I quali fanno parte di un elenco che comprende complessivamente 45 presìdi siciliani.

La ricerca che vi consigliamo, dopo avere appreso l’esistenza di queste bontà è quella di scoprire dove poterle mangiare. Magari a un prezzo contenuto. Per chi non ne avesse idea o fosse anche solo curioso, ecco i dieci locali da frequentare nel Catanese se si è appassionati di Slow Food, ma anche di biologico e di tradizione.

Dove mangiare slow food a Catania

Fud, Bottega Sicula, Catania
Street food in salsa sicula, pizzeria napoletana e salumeria. Una vera e propria bottega gourmet nel cuore del capoluogo catanese, nella Valle dell’Etna, alle spalle del Mercato rionale cittadino e a due passi da via Etnea. All’interno del locale è possibile acquistare anche prodotti come confetture di marmellate, vini e salse biologici.

Buatta, Catania
Realizzato in un piccolo locale in via Crociferi – arteria di Catania patrimonio dell’Unesco – prende il nome dal tipico contenitore siciliano (la buatta) in cui, anticamente, si lasciavano a stagionare le conserve. Tra i tavoli del ristorante è possibile gustare piatti di cucina creativa, insalate e birre artigianali.

3- Scirocco Sicilian Lab, Catania
Avete mai visto un chiosco che frigge sul momenti i migliori esemplari di pesce della tradizione siciliana? Il locale è proprio questo: un chioschetto affacciato sul Mercato del Pesce etneo in cui è possibile deliziarsi con cartocci di mare e di patate fritti sul momento.

 I quattro archi, Milo
Osteria e pizzeria pluripremiata, con una ricca carta di vini biologici attivo da più di vent’anni. È stato uno dei primi ad abbracciare la filosofia della località e della tracciabilità dei prodotti, motivo per cui è stato insignito della famosa lumaca rossa. Fra i piatti spiccano cibi di stagione e spezie tutte siciliane.

Dove mangiare slow food ad Acireale

Frumento, Acireale
Lo scorcio sulla chiesa di San Sebastiano è un surplus di questo prezioso sito nella Valle dell’Etna. Il locale è perlopiù una pizzeria che punta alle farine di grani antichi, con opzione senza glutine. Tra i piatti ce ne sono molti pensati per i clienti vegetariani e vegani.

Il Rosticciere, Acireale
Una rosticceria in corso Savoia, nel cuore di Acireale, che ha fatto tesoro delle tradizionali modalità di preparazione di arancini, pizzette e cartocciate e le ha rivisitate in chiave gourmet. Un esempio? L’arancino al trunzo di Aci, unico nel suo genere.

Acquedelferro, Santa Caterina
Antipasti, primi, secondi e pizze con una meravigliosa vista sul borgo di Santa Caterina. I prodotti Slow Food sono debitamente segnati sul menù, il quale comprende un lungo elenco di vini biologici provenienti dal territorio etneo e dai vigneti noti per la produzione di Nerello mascalese.

Dove mangiare slow food nell’hinterland

In un angolo di mondo, Capo Mulini
Pizzeria biologica che sfrutta perlopiù ingredienti stagionali e locali. Gli ortaggi e le verdure provengono da aziende biologiche limitrofe. Il numero di coperti del locale non è eccessivo, il che contribuisce all’atmosfera raccolta e intima della struttura. Al cui interno è possibile consultare una vera e propria bottega con prodotti a chilometro zero.

Oro dell’Etna, Nicolosi
Pizzeria (ma anche ristorante) pluripremiata alle pendici dell’Etna, con un mix di sapori tra il rustico e il moderno. Diverse le varietà di farina utilizzate su pizze molto grandi e ricche di condimenti. Da provare l’omonima pizza (la Oro dell’Etna), un trionfo di pistacchio di Bronte, che è valsa al locale la fama nazionale.

Pasticceria Bacco, Bronte
Lo stabilimento e la bottega si trovano al centro della cittadina montana – costruita in pietra lavica nella Valle dell’Etna – nota in tutto il mondo per la produzione del cosiddetto oro verde di Sicilia. Lì è possibile acquistare pesti, creme, torroni, liquor e olii a base di pistacchio brontese.

PoliRecords

PoliRecords, per gli amici Poli, nasce tra un disco degli Smiths e un canto dell'Odissea, mentre l'Etna sbuffa lava sull'uno e sull'altro. Da sempre in transito tra la mitologia, la fotografia e la musica (quella giusta!), appena può punta il suo unico grande occhio verso i molteplici posti del mondo, con l'obiettivo di metterne qualcuno in tasca e portarselo a casa. Cresciuto tra i Faraglioni di Aci Trezza e i rifugi vulcanici, si considera un nomade alla ricerca di Nessuno. Determinato a mettere piede in ogni continente pur di trovarlo, ti racconterà la Sicilia, guidandoti a viverla nel modo migliore.

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7 Comments

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